Nel film di Marielle Heller la storia di una pietra miliare della televisione americana nasconde in sé le suggestioni di strumento di analisi psicoanalitica per far pace col bambino che ogni adulto porta in sé.
Dopo un lungo sodalizio con Soderbergh, lo sceneggiatore Scott Z. Burns torna alla regia e firma un solido esempio di cinema d'inchiesta, fedele alla tradizione liberal e sorretto dall'ennesima ottima interpretazione di Adam Driver.