Ieri/oggi - Speciale Howard Hawks: La signora del venerdì

di Howard Hakws

Masculin, féminin: una delle più famose commedie del cinema classico americano, nuovo esempio del talento di Hawks nel definire e padroneggiare i tratti della screwball comedy.

signora del venerdì

La signora del venerdì (His Girl Friday), trasposizione cinematografica firmata Howard Hawks della pièce teatrale Prima pagina [1] (di Ben Hecht e Charles McArthur, già adattata nel 1931 da Lewis Milestone) rappresenta una commedia chiave del cinema classico americano. Protagonisti sono Walter Burns (Cary Grant), direttore di un giornale di Chicago, e la sua ex-moglie Hildy Johnson (Rosalind Russell), ex-giornalista presso lo stesso quotidiano, alle prese con la loro complicata storia d’amore. Appresa la notizia dell’imminente matrimonio di Hildy con l’assicuratore Bruce Baldwin (Ralph Bellamy), Walter tenta di impedirle di sposarsi e prendere il treno delle 16 per Albany, dove i due neo-sposini andrebbero a vivere insieme alla madre di lui, affidandole il caso di Earl Williams che lei invano cerca di rifiutare.

Questa nuova screwball comedy firmata da Hawks è un film stratificato in cui si intersecano numerosi elementi d’analisi. Innanzitutto, sebbene il film rientri nella classificazione di commedia, esso è contemporaneamente connotato da tinte fortemente tragiche, tipiche del noir e del gangster movie: si pensi a quando il condannato a morte Earl Williams evade e irrompe nell’ufficio stampa puntando la pistola contro Hildy (figura 1); o a Mollie Maloy (Helen Mack) che, esausta delle calunnie sul suo conto fatte circolare dalla stampa, tenta il suicidio lanciandosi dalla finestra (figura 2); da un punto di vista estetico, si pensi anche alle ombre della forca proiettate sul muro (figura 3). Questo spessore drammatico emerge, inoltre, nella denuncia nei confronti di una realtà corrotta come quella della classe dirigente di Chicago, rappresentata dal disonesto sindaco (Clarence Kolb) e dallo sceriffo Peter B. Hartwell (Gene Lockhart), che vogliono sfruttare l’impiccagione di Earl Williams per fini elettorali (figura 4).

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Un altro livello d’analisi, probabilmente il più importante, è il binomio maschio/femmina. Difatti, la screwball comedy è «caratterizzata da uno spirito anarchico, da una rivolta nei confronti delle regole sociali e dei ruoli sessuali» (Alonge-Carluccio 2006, p. 82) e di questo aspetto La signora del venerdì è fortemente esemplificativa, a partire dal rifiuto di un linguaggio amoroso ‘canonico’ caratterizzato da frasi satiriche e frecciatine pungenti come quel «Se mai ti rivedrò, ti martellerò il cranio per suonarlo come un gong cinese», che Hildy dice a Walter; o ancora,  «Tra me e te c’è qualcosa che non potrà cambiare mai… - Tu mi piaci, questo è vero. Vorrei che non fossi un lestofante».
Hildy s’identifica con il principale fulcro narrativo attorno a cui ruotano gli eventi: in particolare, nella parte centrale del film, costituita dalle scene più salienti e d’azione (figura 5), vediamo Hildy abbandonare quel futuro costellato di pannolini e ninna nanne che s’illudeva davvero di desiderare (figura 6) per rivendicare la sua natura di donna libera e lavoratrice: «Io non sono una borghese giocatrice di bridge, sono una giornalista». La mescolanza di femminile e maschile si riscontra anche nel nomignolo non proprio felice che la stessa Hildy si dà, ossia pal, con allusione al Venerdì tuttofare di Robinson Crusoe.

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Scrive la critica Molly Haskell: «C’è nel suo cinema un senso del personaggio che, pur se basato sulle tipiche aspettative sessuali, va oltre, fino ai rovesciamenti di ruolo i quali, insieme alla mescolanza di umori comici e tragici, sono fonte di comicità e di pericolo [2] nella prospettiva hawksiana di un mondo precariamente diviso tra principio maschile e principio femminile» (Haskell 1981). Da una parte, l’uomo che cerca di riconquistare la propria donna attraverso il senso di colpa – W: Questo non te lo perderò mai mia cara... H: Questo che? W: Il divorzio...è una cosa che ti fa perdere la fiducia in te stesso. Ti dà la sensazione di essere superfluo –, l’inganno – Walter manda Sweeney, un altro giornalista, in vacanza per due settimane e riferisce a Duffy (Frank Orth) che Hildy si occuperà del caso Earl Williams ma Hildy questo ancora non lo sa… – e, soprattutto, il lavoro; dall’altra, l’astuzia femminile – Hildy fa nascondere a Bruce il bonifico bancario nella fodera del cappello, facendogli credere che sia una vecchia superstizione giornalistica –  e  un’ ‘aggressività’ che «diventa sempre meno incompatibile con la femminilità» – Hildy si lancia addosso al testimone che scappa mettendolo KO.

In ultima battuta, come si è potuto intuire, His Girl Friday è un film dalla straordinaria attualità soprattutto per la formulazione di «nuove possibilità nei ruoli dei sessi»: «il film propone il seducente miraggio di una relazione sessuale basata sull’uguaglianza invece che sullo sfruttamento, con una donna che raggiunge la parità politico-sessuale grazie alla sua intelligenza, alla sua energia creativa e alla sua indipendenza economica».

[1] Come mettono ben in evidenza Alonge e Carluccio nel loro saggio Il cinema classico americano, His Girl Friday è un film metadiscorsivo, un film che contiene cioè degli evidenti rimandi ad altri film. E questo Hawks non lo nega né lo nasconde. Nel libro di Joseph McBride, Il cinema secondo Hawks, citato dai due studiosi, alla domanda «Ci sono delle scene nei suoi film che ha rivisto e di cui poi ha pensato: ‘Oh, questa è piatta, avrei dovuto farla in modo diverso’?», Hawks rispose: - «Certo. Ecco perché la rubo e la rifaccio».
[2] «La pericolosità del mondo di Hawks, il senso di uno squilibrio cosmico (e comico), deriva dalla natura problematica della differenziazione sessuale, una questione che non è mai completamente risolta», specifica Haskell.

Autore: Martina Mele
Pubblicato il 19/05/2021
USA 1940
Regia: Howard Hakws
Durata: 92 minuti

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