La cifra più fantastica dell'universo marveliano si stempera in una rappresentazione brutale della realtà, che rielabora la prospettiva al femminile in una metafora della violenza sulle donne
Primo film Netflix di portata hollywoodiana, quello firmato da Fukunaga è un controverso abisso di violenza, tra eccessi di costruzione formale e slanci di autentico orrore.
Come già incompiutamente in Cloud Atlas e poi in maniera più rifinita in Jupiter Ascending, la cifra stilistica dei Wachowski (con Lana al posto di Larry) è l’umanesimo.
L'arrivo di Netflix in Italia ci porta a riflettere sulle evoluzioni di cinema e serialità, sulla costruzione di un'identità produttiva e su come cambierà l'audiovisivo con la distribuzione on-demand
Marvel/Netflix: oltre la dicotomia che scinde cinema e tv si preparano le forme audiovisive del futuro, narrazioni espanse cui corrisponde una fruizione esplosa in schermi e contesti divergenti
Rahmin Bahrani è abilissimo nel nobilitare una certa dose di convenzionalità con un rigoroso e vivace classicismo. Un'opera di denuncia civile, appassionata, onesta, recitata benissimo